Il caso Rignano


Breve cronistoria dei fatti*:
* aggiornati al 22/10/2009

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12 ottobre 2006, 8 del mattino: mentre molti genitori accompagnano i propri figli a scuola, i RIS piombano con gran fragore nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Qualche ora prima avevano perquisito le case di alcune maestre sequestrando computer e altri materiali. La notizia getta il paese nel panico. È ufficiale: alcune maestre sarebbero indagate per pedofilia.
 
24 aprile 2007: a oltre sei mesi dalla perquisizione,il pm della Procura di Tivoli Marco Mansi chiede l’arresto di tre maestre e una bidella della scuola materna, del marito di una di loro e di un cingalese che lavora in una pompa di benzina, accusandoli di aver sottoposto una ventina di alunni a tremende violenze sessuali e riti satanici, anche finalizzati alla produzione di materiale pedopornografico. Il gip Elvira Tamburelli emette l’ordinanza di custodia cautelare in cui sono descritte le denunce.

Sulla scorta di esperienze passate, il centro di documentazione Falsi abusi emette, nella stessa data, un comunicato stampa in cui invita alla prudenza. Sul sito del Centro viene inoltre pubblicato un interessante studio sui casi di presunti abusi nelle scuole materne.  

27 aprile 2007: In
un’intervista a Repubblica, il neuropsichiatra romano Francesco Montecchi, presidente e responsabile scientifico della Onlus “La cura del girasole” del Bambin Gesù (presso cui sarebbero in cura diversi dei bambini denuncianti) afferma senza mezzi termini che “parecchi” di loro sono stati abusati.
 
3 maggio 2007: a Rignano si costituisce un comitato di difesa degli indagati che organizza una fiaccolata di sostegno a Rebibbia cui partecipano oltre 200 persone. Il comitato invia una lettera alle autorità da cui risulta, fra l’altro, che “Nessuno dei lavoratori della scuola materna di Rignano Flaminio è stato mai ascoltato, né dal pm né dai carabinieri. […] Secondo il pm e il gip i bambini venivano fatti uscire dalla scuola, ma il pm non ha ritenuto utile ascoltare il personale della scuola.” Inoltre la lettera nota la mancanza di riscontri oggetti ai cosiddetti "racconti dei bambini", considerato che “i telefoni sembra siano stati tenuti per mesi sotto controllo, ma dalle intercettazioni telefoniche o ambientali non è emerso alcun elemento di conferma del quadro accusatorio; dai conti correnti bancari non sono emersi movimenti di denaro riconducibili al traffico di materiale pedopornografico; con le perquisizioni del 12 ottobre 2006 non è stato trovato alcun materiale pedopornografico né materiale riconducibile al satanismo (le deliranti accuse a carico delle nostre amiche e concittadine passano con noncuranza dalla pedopornografia al satanismo)”.
 
5 maggio 2007: viene resa nota, a mezzo stampa, l’esistenza di alcuni video fatti dai genitori dei bambini presunti abusati, consegnati ai carabinieri subito dopo le denunce per sostanziare le accuse.
 
Paradossalmente, i video hanno l’effetto di aprire gli occhi della stampa e dell’opinione pubblica sulle pressioni esercitate dagli adulti sui bambini.
 
10 maggio 2007: il Tribunale del riesame ordina la liberazione degli indagati. Dopo un’articolata disanima di tutti i “gravi indizi” presentati dalla procura, il Tribunale giunge alla conclusione “che il materiale indiziario emergente dagli atti, pur sussistente, appare insufficiente ed anche contraddittorio”.
 
Il Tribunale nota inoltre “la forte e tenace pressione dei genitori sui minori, una forte opera di induzione e di suggerimento delle risposte da parte dei genitori, con conseguenti manifestazioni anche di stanchezza e di ostilità da parte dei piccoli alle insistenti pressioni genitoriali”.
 
Il pm Mansi annuncia ricorso in Cassazione.
 
giugno 2007: cominciano gli incidenti probatori condotti dalla consulente del gip, Angela Giganti.
 
18 settembre 2007: La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del pm Mansi, confermando la validità dell’analisi fatta dal Tribunale del riesame.
 
In aggiunta alle obiezioni già sollevate dal Tribunale del riesame, la Cassazione nota: “l'assunto secondo il quale i bambini piccoli non mentono consapevolmente […] deve essere contemperato con la consapevolezza che gli stessi [..] diventano altamente malleabili in presenza di suggestioni eteroindotte; interrogati con domande inducenti, tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore”.
 
13 dicembre 2007: le analisi del RIS di Messina scagionano una volta di più gli indagati. L’analisi di oltre un centinaio di peluche, dei computer e dell’auto sequestrata non fornisce alcun riscontro alle accuse.

17 dicembre 2007: In un’intervista a Matrix il neuropsichiatra romano Francesco Montecchi si rimangia clamorosamente molte delle proprie precedenti affermazioni sul caso di Rignano (vedi nota sul 27 aprile sopra), rinnegando il valore degli accertamenti del Bambino Gesù ai fini del riconoscimento di abuso sessuale.

11 febbraio 2008: In un'intervista a TG 2 Punto di vista, Francesco Montecchi
afferma che un bambino 

"se molto piccolo, se è in rapporto con persone per lui importanti e sente che queste persone si aspettano da lui la conferma di un qualcosa di cui loro sono convinte, allora il bambino sarà più proteso a narrare, a descrivere quello che l’adulto si aspetta piuttosto che narrare quella che è la sua esperienza…”; 

e poi, a proposito  degli incidenti probatori

“Dobbiamo considerare che sia l’audizione protetta che l’incidente probatorio avvengono dopo parecchio tempo dalla notizia di reato, e dopo che questi bambini hanno parlato dell’evento con troppe persone: questo inficia la capacità di testimoniare la verità che è necessario raccogliere. Allora sarebbe auspicabile che quando c’è una notizia di reato, questo bambino venga ascoltato subito”. 

28 aprile 2008: un ulteriore accertamento del RIS conferma: nessuna traccia di Dna né di impronte digitali attribuibili ad altri 2 bambini ritenuti vittime dei presunti abusi a Rignano Flaminio. Il RIS di Messina ha esaminato 130 peluche di una delle maestre indagate e altri reperti.

19 gennaio 2009: la procura di Tivoli chiede l’archiviazione per tre degli indagati, per mancanza di indizi. Vengono invece depositati gli atti per gli altri quattro indagati. Le accuse mosse agli indagati restano le stesse già contenute nell’ordinanza di custodia cautelare (e smentite dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione).
 
5 febbraio 2009: le maestre della Olga Rovere organizzano una conferenza stampa in cui ribadiscono la totale assurdità di tutto l’impianto accusatorio e testimoniano la loro solidarietà ai quattro indagati. Il Prof. Mendicini, intervenuto alla conferenza, afferma: “la vera violenza sui poveri bambini ha cominciato a realizzarsi da parte di genitori, inquirenti, periti, psicologi, ambiente, media dopo la denuncia dei falsi abusi.” 

11 febbraio 2009: il senatore Compagna presenta un'interrogazione a risposta scritta chiede al Governo quali misure intende assumere per evitare il ripetersi di casi come quello di Rignano Flaminio, considerato che "tutta la vicenda giudiziaria è parsa svolgersi al di fuori delle deontologie e metodologie [della Carta di Noto] e che i filmati che i genitori dei bambini hanno prodotto, per indurre i propri figli ad accusare terze persone, gli incidenti probatori avvenuti dopo le sentenze della Cassazione e le aspettative su una vicenda giudiziaria che rischia di perpetuarsi per anni hanno di per sé procurato un grave danno all'equilibrio psico-fisico ed emotivo dei bambini coinvolti nel processo". 

7 marzo 2009: I giudici della Cassazione, nella sentenza 8809/09, citano il caso di Rignano Flaminio, invitando i giudici di merito a valutare con intelligenza le accuse di abuso rivolte dai bambini agli adulti, perché i bambini "non mentono consapevolmente ma diventano altamente malleabili in presenza di suggestioni etero-indotte e, se interrogati con domande inducenti, tendono a conformarsi alle aspettative del loro interlocutore".  

4 giugno 2009: Il Gip Elvira Tamburelli accoglie la richiesta di archiviazione per due degli indagati di Rignano Flaminio, disponendo invece l’imputazione coatta per una terza indagata per cui lo stesso Pm Mansi aveva richiesto l’archiviazione.  Dopo quasi 3 anni, due degli indagati escono da una vicenda che alcuni hanno definito una “mostruosità giuridica”. 

22 ottobre 2009: A tre anni dall'inizio della vicenda, l'intera comunità di Rignano flaminio ribadisce con una nuova conferenza stampa la propria incredulità sugli eventi contestati, attirando l'attenzione sui gravi danni  che questa situazione comporta tanto per gli indagati che per i bambini.