Il giorno 17 giugno 2010 presso la sala della Mercede, via della Mercede 55, Roma, dalle ore 9 alle 13, avrà luogo la presentazione del libro “Presunto colpevole” di Luca Steffenoni (pubblicato nel 2009 per i tipi di Chiarelettere).
Obiettivo dell’evento è di invitare la politica e i media ad una riflessione articolata e non superficiale sui numerosi casi di errori giudiziari legati alle accuse di abusi a minori e documentati nel libro.
Tale riflessione appare ancora più impellente all’indomani della clamorosa sentenza della Cassazione sul caso dell’asilo Sorelli di Brescia che chiude, dopo sette anni, il calvario giudiziario di sei maestre, un bidello dell’asilo Sorelli e di un prelato del quartiere bresciano di Carmine. Al tavolo, è prevista la presenza di alcuni relatori tecnici che, attingendo alla loro esperienza diretta, chiariranno ulteriormente alcune problematiche illustrate nel libro.
Intervengono:
· Luca Steffenoni, criminologo e autore del libro
· Marco Casonato, professore di Psicologia dinamica, Università Milano-Bicocca
· Avv. Stefano Lojacono, Foro di Brescia, difesa del caso Sorelli
· Dott. Corrado Lo Priore, Università di Padova, Società di psicologia giudiridica
· Avv. Cataldo Intrieri (Foro di Roma)
In platea, oltre alla stampa, sono stati invitati parlamentari di tutti gli schieramenti politici.
NB: Per l'ingresso alla sala sono necessari giacca, cravatta e accredito nominativo e personale all’indirizzo e-mail presuntocolpevole@gmail.com entro il 12 giugno
Caso Brescia-Sorelli: la Cassazione conferma l’assoluzione delle maestre dall'accusa di pedofilia
6 maggio 2010 - Ieri, la Terza sezione della Corte di Cassazione (rel. Amoroso) ha respinto il ricorso promosso dalla Procura generale contro la sentenza di assoluzione («perché i fatti non sussistono») di sei maestre e un bidello dell’asilo Sorelli di Brescia, nonché di un prelato del quartiere bresciano di Carmine, condannando le parti civili al pagamento delle spese processuali.
Una nona imputata era già stata prosciolta definitivamente in regime di rito alternativo.
Si chiude così definitivamente e con piena assoluzione uno dei primi grandi casi di falsi abusi collettivi avvenuti in Italia.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le scuole materne comunali di Brescia erano il campo di azione di una banda di pedofili satanisti, colpevoli di abusare sistematicamente dei loro piccoli scolari, condotti fuori dalla scuola durante l’orario scolastico e quindi riconsegnati ai genitori, i quali non si accorgevano di nulla. Le indagini e il dibattimento faranno emergere come le accuse siano il risultato di un chiaro contagio dichiarativo fra i genitori.
La sentenza della Cassazione giunge dopo la sentenza della Corte d’appello (31 marzo 2009) e della Seconda sezione Penale del Tribunale di Brescia (6 aprile 2007), entrambe assolutorie. Dopo sette anni, la verità emersa è dunque la seguente:
gli abusi sessuali non sono mai avvenuti, nessun toccamento, nessuna molestia, nessuna violenza. I 23 bambini ex alunni dell'asilo Sorelli non sono mai stati vittime di atti di pedofilia. Di orchi, all'asilo Sorelli non ce n'erano, chi li ha immaginati lo ha fatto basandosi su suggestioni infondate.
La giustizia malata: a processo le maestre di Rignano
Comincerà il prossimo 27 maggio il processo a cinque imputati coinvolti nei presunti abusi di almeno 21 bambini che frequentavano l’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. La nuova caccia alle streghe in perfetto stile medioevale continua.
Il giudice Pier Luigi Balestrieri il 12 febbraio scorso ha deciso che sui fatti che sarebbero avvenuti nella scuola del paese alle porte di Roma tra il 2005 e il 2006 si dovrà svolgere un processo. Alla sbarra le tre maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, una bidella, Cristina Lunerti e l’autore tv, nonché marito dalla Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Le accuse parlano di maltrattamento, violenza sessuale e stupro di gruppo.
Per gli avvocati difensori, la decisione del giudice è “sconcertante” ma si dicono pronti ad affrontare un processo dove dimostreremo ”l’innocenza dei nostri assistiti” perché “siamo in presenza di un paradosso: in dibattimento ci dovremo confrontare sugli stessi indizi che sia il Riesame che la Cassazione avevano ritenuti insussistenti”.
Sarà, quindi, un processo a chiarire cosa sia davvero avvenuto quattro anni fa nell’asilo di Rignano. Una vicenda che fin dal primo momento ha diviso l'Italia in innocentisti e colpevolisti. L’accusa si basa sul racconto fatto da alcuni bambini ai genitori: tra il 2005 e il 2006 i piccoli sarebbero stati prima narcotizzati e poi avrebbero subito violenza sessuale in una villa poco distante dalla scuola, il tutto alla presenza di un uomo che avrebbe filmato (filmato mai trovato).
Il 24 aprile del 2007 vengono disposti gli arresti delle maestre, di Scancarello, e di un benzinaio cingalese, Kelum Weramuni De Silva, la cui posizione verrà poi archiviata così come quella di un’altra maestra, Assunta Pisani. Dopo poche settimane, il 10 maggio del 2007, il Tribunale del Riesame li rimette in libertà, smontando fin dalle fondamenta la tesi accusatoria, così come farà la corte di Cassazione.
Ma la Procura di Tivoli non ammette il suo abbaglio e prosegue nell’inchiesta raccogliendo - a suo dire – “nuovi indizi” anche grazie all’incidente probatorio.
Ma la ciliegina sulla torta arriva 15 giorni dopo il rinvio a giudizio, quando il 27 febbraio si apprende che ad appoggiare Roberto Fiore - segretario di Forza Nuova, organizzazione dell’estrema destra spesso accusata di razzismo e oscurantismo - alla presidenza della Regione Lazio sarà una esponente dell’Agerif, ovvero proprio l’associazione che raccoglie alcuni genitori di Rignano Flaminio, parenti dei bimbi coinvolti nei casi di presunta pedofilia avvenuti nella scuola materna Olga Rovere.
E così la Lega Italia Fronte Verde, che appoggia Fiore, avrà come capolista Arianna Di Biagio, dirigente dell'Agerif, tra le madri più abbagliate dall’ipotesi della pedofilia di Rignano. La lista giusta per continuare un percorso negativo che ha all’origine una psicosi di massa.
Ferdinando Terlizzi, da
Rassegna stampa dei misteri d'Italia, 9 marzo 2010
Le maestre di Rignano accusano...
Parlano le insegnanti della scuola d'infanzia Olga Rovere, colleghe della maestre finite sotto processo. Accuse ai politici che "vestiti da 'difensori dei bambini si sono gettaati come un branco di iene sul corpo ferito di una semplice scuola di provincia". Accuse anche ai "burocrati" che per 4 anni sono andati alla caccia delle streghe, spendendo milioni di euro di soldi pubblici in consulenze". Accuse infine "allo Stato che si deve risvegliare dal torpore e si deve rendere conto che questa follia sta cancellando la fiducia della gente nelle istituzioni."
Leggi l'articolo di Repubblica
qui
Una brutta giornata per la giustizia italiana
Deciso il rinvio a giudizio per i cinque indagati di Rignano
Nel pomeriggio del 12 febbraio 2010, il gup Pierluigi Balestrieri del tribunale di Tivoli ha deciso, dopo solo due ore di camera di consiglio, il rinvio a giudizio di tutti e cinque gli indagati per presunti abusi dell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.
Si scrive così una ulteriore brutta pagina nella storia della giustizia italiana.
Tuttavia, per i cittadini che si ostinano a credere nella giustizia e nella buona fede della magistratura, per un'intera generazione di giovani di Rignano Flaminio e d'Italia, il rinvio a giudizio deciso dal giudice Pierluigi Balestrieri costituisce una ferita che difficilmente verrà risanata.
Proprio per la grande copertura mediatica ricevuta, il caso ha rivelato a molti italiani, prima inconsapevoli del problema, che il Re è nudo e che il nostro paese non è uno stato di diritto. Che essere dei cittadini onesti, che svolgono tutti i giorni correttamente il proprio lavoro con il rispetto della propria comunità, non basta per vivere al sicuro dalla persecuzione di una burocrazia protetta e apparentemente del tutto insensibile alle ragioni del buon senso.
Le campagne mediatiche ed il moralismo possono distruggere la vita delle persone. E’ il caso di una giovane professoressa molisana, al suo primo impiego come insegnante supplente di matematica in una scuola di Nova Milanese... [leggi l'articolo
), è arrivata l'assoluzione anche in appello per i maestri di Ponton (Verona). A
, ci aveva pensato lo stesso sostituto procuratore generale al termine della sua requisitoria. Leggere