Ragione e Giustizia

Associazione senza fini di lucro contro i fenomeni di malagiustizia, panico morale e processi mediatici

Siamo un gruppo di cittadini che, come altri nel nostro paese, crede nell’importanza di un corretto funzionamento del sistema giudiziario. Dal caso Tortora in poi, la storia italiana recente dimostra che gli errori giudiziari sono non solo possibili ma, in talune circostanze, persino probabili. Particolarmente vulnerabili ci sembrano gli accusati di abusi sessuali contro l’infanzia... [ leggi tutto ]

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Nostro padre è innocente, abbiamo mentito
26/11/2008
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Caso asilo di Ponton

Chiesta l'assoluzione anche in appello

Dopo l'assoluzione in primo grado "perché il fatto non sussiste" (vedi qui la sentenza), si profila un'assoluzione anche in appello per i maestri di Ponton. A richiederla, lo stesso sostituto procuratore generale al termine della sua requisitoria.



Presunto colpevole 
La fobia del sesso e i troppi casi di malagiustizia
 

Essere accusati ingiustamente. Può capitare a tutti. Difficile difendersi, quasi impossibile se il reato di cui si è accusati è quello più tremendo e infamante: abuso sessuale di adolescenti. L'emozione ci travolge quando si parla di bambini. Il mostro sembra essere ovunque: a fronte di molti casi accertati e puniti, ce ne sono troppi altri "sbagliati", con soluzioni tardive e danni psicologici e economici enormi. Questo libro prova a raccontare ciò che non vediamo. Una macchina burocratica che vale milioni di euro. Un affare per molti: associazioni, centri d'assistenza, consulenti, psicologi. E tante storie di affetti distrutti, di violenza psicologica (genitori divisi, bambini affidati, interrogatori infiniti). Se davvero l'interesse ultimo di tutti gli attori in causa è difendere i bambini, i fatti qui raccontati documentano il contrario. Allora è necessario fermarsi e bloccare la macchina. Basta errori. Costano troppo cari. Questo problema, sebbene scomodo, ci riguarda tutti. 

Presunto colpevole, di Luca Steffenoni, ed. Chiarelettere, collana Reverse

 





Archiviazione per due indagati del caso Rignano: la fine di un incubo
5 giugno 2009. La Gip Elvira Tamburelli ha accolto ieri la richiesta di archiviazione per due degli indagati di Rignano Flaminio, disponendo invece l’imputazione coatta per una terza indagata per cui lo stesso Pm Mansi aveva richiesto l’archiviazione.
 
Ci felicitiamo con i due ex indagati che, dopo quasi 3 anni, escono da una vicenda che alcuni hanno definito una “mostruosità giuridica”. Ci piacerebbe che, dopo essere stati etichettati per mesi come mostri capaci delle peggiori atrocità, queste due persone ricevessero le pubbliche scuse da chi li ha con tanta leggerezza accusati e condannati. Temiamo tuttavia che ciò non accadrà.
 
In mancanza di altre scuse, siamo noi a scusarci con loro e a ribadire la nostra forte preoccupazione per la superficialità con cui i media, la politica e molti esperti e magistrati affrontano questi casi.
 
Ricordiamo che Elvira Tamburelli è il giudice per le indagini preliminari che aveva firmato il provvedimento di custodia cautelare per il cingalese (ora prosciolto), nella convinzione che questi, pur non avendo neanche la patente ed essendo dimostratamente sempre presente sul posto di lavoro, guidasse il fantomatico pulmino che, invisibile a tutto un paese, avrebbe portato i bambini nei luoghi dei presunti abusi. Ma tant’è, questo “affermavano” (de relato!) i bambini e questo doveva essere vero.
 
Ora il Gip ammette che "i criteri di analisi e di valutazione seguiti rispetto alle acquisizioni probatorie mostrano insufficienza e contraddittorietà”. Un’ammissione di errore che le fa onore, per quanto tardiva. Inoltre ci chiediamo: in cosa “i criteri di analisi e valutazione” usati per il cingalese differiscono da quelli usati per gli altri indagati e in particolare per la bidella per cui viene chiesta l’imputazione coatta?
 
Aspettiamo ora che un giudice realmente terzo riesca a guardare i fatti di questa indagine con la serenità e il distacco che chiaramente continuano a mancare a Tivoli per chiudere in modo dignitoso questa vicenda.

 

Abusi falsi tragedie vere
Il caso Basiglio


Il caso di Basiglio continua a occupare le cronache, con le rivelazioni dei bambini sulle pressioni ricevute dagli psicologi. Nella pagina all'interno del sito, presentiamo una interessante ricostruzione dell'avv. Martinez. 



Rapita dalla giustizia: come ho ritrovato la mia famiglia

Mercoledì 10 giugno 2009, alle ore 12.00, presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati
(Roma, via della Mercede 55) verrà presentato il
libro che narra le vicende di Angela L. e della sua famiglia, vittime di un tragico errore giudiziario.



Angelino ALFANO ministro della Giustizia
Roberto CASTELLI senatore della Lega Nord e all'epoca ministro della Giustizia
Melita CAVALLO presidente del Tribunale dei Minori di Roma
Lanfranco TENAGLIA deputato del Pd
Saranno presenti gli autori



La testimonianza del minore. Criteri di assunzione e valutazione della prova nei reati d'abuso nei confronti dei minori
 

Roma, Sala delle conferenze, Piazza Montecitorio 123/a, 15 maggio 2009

Conferenza organizzata dall'Unione delle Camere Penali Italiane e dalla Società di Psicologia giuridica. [leggi qui il programmaascolta gli interventi]
 



Abusi, falsi abusi e scienze forensi
Congresso internazionale
 

Milano, Università Bicocca 20, 21 e 22 maggio 2009


Mercoledì 20 maggio
  • ore 14.15 Introduce Marco Casonato 
  • ore 14.30 Friedemann Pfafflin -- False accuse di abuso sessuale di minori: breve storia dei principali processi in Germania
  • ore 16.00 Giuliana Mazzoni -- Asili a luci rosse: le epidemie di accuse di abusi satanici
  • ore 17.30 Guglielmo Gulotta -- La suggestionabilità infantile e il suo controllo: aspetti sperimentali [leggi tutto il programma]



Rignano Flaminio: verso un processo alle streghe
Le parole sono prove?

Siamo così alle soglie di un rinvio a giudizio, in procinto di affrontare un processo lungo e doloroso dal quale tutti usciranno perdenti:
  •  i genitori, che vedranno sgretolare l’infamante montatura che hanno contribuito a costruire;
  •  i bambini, che dalla stessa montatura sono già stati rovinati;
  •  gli accusati che, pur assolti, non potranno mai più cancellare l’onta dell’infamia subita.
 Un rinvio a giudizio dunque, con cui il sistema giudiziario ha deciso di mettere in croce tre famiglie di onesti cittadini, dopo averle già ingiustamente e duramente colpite, presumendo senza prove la colpevolezza dei loro cari e ottenendo perfino la loro carcerazione.
 
Un rinvio a giudizio basato sulle parole, pure smentite da lunghe indagini; parole per cui non è stato trovato alcun riscontro oggettivo , né per quelle assurde e raccapriccianti dei genitori nelle denunce né per quelle forzate, fantasiose e fiabesche dei bambini nell’incidente probatorio.
 
Parole il cui valore viene messo in discussione anche da uno dei principali protagonisti di questa vicenda, il prof. Montecchi, che in un’intervista dell’11 febbraio 2008 a Tg2 Punto di vista esprimeva così il suo parere sull’incidente probatorio:
 
“…Ma questo bambino, anche e soprattutto se molto piccolo, se è in rapporto con persone per lui importanti e sente che queste persone si aspettano da lui la conferma di un qualcosa di cui loro sono convinte, allora il bambino sarà più proteso a narrare, a descrivere quello che l’adulto si aspetta piuttosto che narrare quella che è la sua esperienza…”

E ancora:
 
“Dobbiamo considerare che sia l’audizione protetta che l’incidente probatorio avvengono dopo parecchio tempo dalla notizia di reato, e dopo che questi bambini hanno parlato dell’evento con troppe persone: questo inficia la capacità di testimoniare la verità che è necessario raccogliere. Allora sarebbe auspicabile che quando c’è una notizia di reato, questo bambino venga ascoltato subito”.
 
Nonostante queste autorevoli dichiarazioni, il pm ha deciso che le parole uscite nell’incidente probatorio, dopo più di un anno dalle denunce, costituiscono i “nuovi elementi” che la Cassazione ha richiesto per giustificare il rinvio a giudizio.
 
Le parole resistono, ignorando gli esiti negativi delle innumerevoli perizie scientifiche, ignorando le numerose testimonianze o autorevoli pareri che le smentiscono. Al di là del possibile, della realtà, di ogni buon senso.
 
Le parole sono diventate prova esse stesse.
  

 
Documenti allegati:

Statuto
04 lug. 08
Brescia, abusi pedofili mai esistiti
31 mar. 09