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La giustizia malata: a processo le maestre di Rignano
Comincerà il prossimo 27 maggio il processo a cinque imputati coinvolti nei presunti abusi di almeno 21 bambini che frequentavano l’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. La nuova caccia alle streghe in perfetto stile medioevale continua.
Il giudice Pier Luigi Balestrieri il 12 febbraio scorso ha deciso che sui fatti che sarebbero avvenuti nella scuola del paese alle porte di Roma tra il 2005 e il 2006 si dovrà svolgere un processo. Alla sbarra le tre maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, una bidella, Cristina Lunerti e l’autore tv, nonché marito dalla Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Le accuse parlano di maltrattamento, violenza sessuale e stupro di gruppo.
Per gli avvocati difensori, la decisione del giudice è “sconcertante” ma si dicono pronti ad affrontare un processo dove dimostreremo ”l’innocenza dei nostri assistiti” perché “siamo in presenza di un paradosso: in dibattimento ci dovremo confrontare sugli stessi indizi che sia il Riesame che la Cassazione avevano ritenuti insussistenti”.
Sarà, quindi, un processo a chiarire cosa sia davvero avvenuto quattro anni fa nell’asilo di Rignano. Una vicenda che fin dal primo momento ha diviso l'Italia in innocentisti e colpevolisti. L’accusa si basa sul racconto fatto da alcuni bambini ai genitori: tra il 2005 e il 2006 i piccoli sarebbero stati prima narcotizzati e poi avrebbero subito violenza sessuale in una villa poco distante dalla scuola, il tutto alla presenza di un uomo che avrebbe filmato (filmato mai trovato).
Il 24 aprile del 2007 vengono disposti gli arresti delle maestre, di Scancarello, e di un benzinaio cingalese, Kelum Weramuni De Silva, la cui posizione verrà poi archiviata così come quella di un’altra maestra, Assunta Pisani. Dopo poche settimane, il 10 maggio del 2007, il Tribunale del Riesame li rimette in libertà, smontando fin dalle fondamenta la tesi accusatoria, così come farà la corte di Cassazione.
Ma la Procura di Tivoli non ammette il suo abbaglio e prosegue nell’inchiesta raccogliendo - a suo dire – “nuovi indizi” anche grazie all’incidente probatorio.
Ma la ciliegina sulla torta arriva 15 giorni dopo il rinvio a giudizio, quando il 27 febbraio si apprende che ad appoggiare Roberto Fiore - segretario di Forza Nuova, organizzazione dell’estrema destra spesso accusata di razzismo e oscurantismo - alla presidenza della Regione Lazio sarà una esponente dell’Agerif, ovvero proprio l’associazione che raccoglie alcuni genitori di Rignano Flaminio, parenti dei bimbi coinvolti nei casi di presunta pedofilia avvenuti nella scuola materna Olga Rovere.
E così la Lega Italia Fronte Verde, che appoggia Fiore, avrà come capolista Arianna Di Biagio, dirigente dell'Agerif, tra le madri più abbagliate dall’ipotesi della pedofilia di Rignano. La lista giusta per continuare un percorso negativo che ha all’origine una psicosi di massa.
Ferdinando Terlizzi, da
Rassegna stampa dei misteri d'Italia, 9 marzo 2010
Le maestre di Rignano accusano...
Parlano le insegnanti della scuola d'infanzia Olga Rovere, colleghe della maestre finite sotto processo. Accuse ai politici che "vestiti da 'difensori dei bambini si sono gettaati come un branco di iene sul corpo ferito di una semplice scuola di provincia". Accuse anche ai "burocrati" che per 4 anni sono andati alla caccia delle streghe, spendendo milioni di euro di soldi pubblici in consulenze". Accuse infine "allo Stato che si deve risvegliare dal torpore e si deve rendere conto che questa follia sta cancellando la fiducia della gente nelle istituzioni."
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Una brutta giornata per la giustizia italiana
Deciso il rinvio a giudizio per i cinque indagati di Rignano
Nel pomeriggio del 12 febbraio 2010, il gup Pierluigi Balestrieri del tribunale di Tivoli ha deciso, dopo solo due ore di camera di consiglio, il rinvio a giudizio di tutti e cinque gli indagati per presunti abusi dell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.